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Internet da smartphone supererà internet da PC

Secondo una ricerca effettuata da International Data Corporation entro il 2015 saranno molti di più gli utenti che accedono alla rete tramite mobile che tramite computer.
Infatti, non era difficile pronosticare che l’incremento delle vendite di smartphone avrebbe portato a un aumento degli accessi alla rete tramite dispositivi mobili.

Sempre più utenti infatti utilizzano smartphone e tablet per accedere alla rete favorendo di gran lunga il classico computer. Il motivo è strettamente legato alla magiore mobilità delle persone e alla possibilità di collegarsi ad Internet in qualsiasi luogo e momento.

E’ stato infatti calcolato che in tutto il mondo il numero totale degli utenti crescerà da 2.000 milioni (dato del 2010) a 2,7 miliardi nel 2015, grazie soprattutto alla possibilità di accedere alla rete in qualsiasi luogo e da qualsiasi dispositivi.

Il B2C globale passerà da 708 milioni di dollari (del 2010) a 1285 milioni di dollari nel 2015 con una crescita del 12.7%
Così come è stato calcolato che si registrerà un incremento nnegli investimenti in pubblicità online: si passerà dai 70 miliardi di dollari (del 2010) ai 138 miliardi di dollari nel 2015.


internet-da-cellulare


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Social Media Report: Facebook

Secondo il report della Nielsen di maggio 2011, “State of the Media: The Social Media Report”, gli utenti web Usa hanno trascorso 53 miliardi di minuti su Facebook,  ben il 23% del tempo trascorso online. In Italia invece gli utenti internet trascorrono sui social network quasi un terzo (31%) del tempo trascorso online.


Inoltrè è stato rilevato che il 40% degli utenti accede ai social network tramite dispositivo mobile o smartphone. Inoltre, il target maggiormente interessa sempre più gli over 55 che sentono l’esigenza di condividere con gli amici i luoghi che frequentano o gli acquisti che effettuano.
Sempre dal report emerge che social network, ma anche blog, dominano la classifica delle preferenze del popolo della rete, circa il doppio del tempo dedicato al gaming on line.  
Circa il 70% degli utenti adulti dei social network effettua acquisti online, una percentuale superiore del 12% alla media degli utenti internet e soprattutto, condivide queste esperienze d’acquisto con il proprio network.
 I dati dimostrano infatti che l’interesse per il social non è una passione che interessa solo i giovani ma è un vero e proprio strumento per stabilire nuove relazioni sociali, accrescere la propria autorevolezza in rete e soprattutto scambiarsi informazioni utili o di servizio con altri utenti.

17novembre2010 social network


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Vejo Park announces the HyperTV spin-off

Rome - September 7, 2011- Vejo Park announces the HyperTV spin off and the closing of fund raising by private investors.

HyperTV eXperience is a new generation of Digital Multimedia web videoplatform for the creation and publication of user experiences on any device, such as Notebooks, tablets, smartphones, connected TVs and TVs.

Videos, pics, texts, widgets and applications co-exist and cooperate into the same page, involving users in a dynamic, interactive and innovative content fruition.

HyperTV eXperience revolutiones the idea of linear web TV: the user is the one who chooses what to view and when to do it, according to his own interests. It is the perfect solution for video producers who want to increase the value of their offer. In this way the visits on the website and the visitor permanency time can be increased, and so advertising earnings and incomes accordingly grow.


HyperTV X is far more than a video platform: editors can combine and synchronize videos, images, texts, social networks, geo-referenced contents, to build engaging and interactive User eXperiences without having to write software code. HyperTV X support both on demand and live streaming video contents.

Broadcasters, marketing companies, online advertisers and companies operating in the ecommerce industry all stand to benefit from this technology and it's ability to engage the internet population.
HyperTV provides an opportunity to introduce more contents through its multi-faceted interface.


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Google+ raggiunge Facebook e Twitter

Google+ è entrato ufficialmente nell’Olimpio dei social netwok, e lo dimostra il grafico in basso in cui si nota quanto sia cresciuto G+ in poco più di 2 settimane.
Infatti, in 16 giorni ha raggiunto quota 10 milioni di utenti, la stessa cifra raggiunta da Twitter in 780 giorni e da Facebook in 852. Questi dati però devono tener conto di una serie di condizioni che ne hanno permesso una maggiore diffusione rispetto ai 2 social precedenti.


Innanzitutto c’è da dire che Google è sempre Google. Le persone già conoscono il brand e hanno fiducia nello stesso a prescindere dalle novità introdotte, cosa che per Facebook e Twitter non è avvenuto visto che, almeno inizialmente, erano due sconosciuti nel mare magnum di internet e pertanto ci hanno messo più tempo ad acquistare la fiducia e la fedeltà da parte degli utenti. Inoltre c’è da dire che il lancio di Google+ è avvenuto nel periodo del boom dei social network... pertanto tutto ciò che è “condivisione”, “social” attira gli utenti a prescindere dalle funzionalità ma solo per pure curiosità.


Tuttavia, anche se il social ha raggiunto una quota alta di iscritti è stato notato che le persone fanno registrare un tempo medio di permanenza molto più basso rispetto a quello registrato su Facebook o Twitter: infatti il tempo su G+ risulta di 5 minuti e 50 secondi (4 minuti e 52 secondi la settimana precedente), in crescita ma ancora ben lontano dai 21 minuti e 57 secondi spesi dell’utente di Facebook.


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Sempre più visite per i video online

Un numero sempre più alto di utenti fruisce di video online grazie al miglioramento dell’accesso alla banda larga, alla possibilità di accedere da telefonia mobile e alla condivisione dei video tramite social network. Secondo una Ricerca condotta dall’istituto Pew Research Center, a maggio il 71% degli americani ha guardato contenuti digitali sulle piattaforme di video-sharing contro quelli dello scorso anno del 66% e di cinque anni fa del  33%.

Dati importanti se si considera l’uso del video su internet e quanto impatto questo produca sul pubblico. Infatti, fruire di video online rappresenta una delle prerogative del popolo della rete che, grazie anche a Facebook,  Twitter e gli altri social network che consentono una maggiore circolazione dei contenuti.
Inoltre, grazie alla presenza delle nuove connected tv e alla possibilità di fruire dei video online anche tramite la televisione, o alla possibilità di utilizzare i mobile devices per visionare tali contenuti si sono ampliate le possibilità di fruizione dei contenuti
 
Secondo  l’autrice del Rapporto, Kathleen Moore.“i siti di video-sharing sono luoghi ad alta socializzazione: gli utenti votano, commentano e condividono i loro video”.
 

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Aumentano gli investimenti nei contenuti ondemand

Il 2011 ha segnato un incremento nella richiesta di contenuti on demand per tv e web e si prevede che nel 2016 vi sarà un’ulteriore crescita che raggiungerà i 5,7 miliardi di dollari grazie alla proposizione di programmi tv e film. Questi dati, ottenuti da Digital TV Research nel report “On demand Tv forecast 2011” analizza il mercato attuale e fa delle previsioni a cinque anni.
Il dato più interessante riguarda l’IPTV che si prevede supererà di gran lunga il DDT diventando una delle maggiori piattaforme utilizzate, registrando nel 2012, ben 592 milioni di dollari di entrate grazie alla Tv on-demand, contro i 498 mln del 2010.

A dispetto del previsto boom, secondo l’analista Simon Murray, autore del Report, afferma che bisogna andare cauti e l’industria non deve dare questi risultati per scontati: “Sui servizi on-demand c’è stata molta attesa soprattutto perché si sperava potessero compensare il calo degli abbonamenti Tv dopo che molto abitazioni si sono convertite a pacchetti triple play. Le entrate della Tv on-demand cresceranno ma non così velocemente da compensare la crisi del settore”.

Dati interessanti soprattutto se si considera come si sta orientando il mercato dei contenuti. Infatti, questi ultimi si stanno sempre più orientando verso una forma di comunicazione multipiattaforma, in grado di parlare un linguaggio  unico e comprensibile per tutti gli utenti che decidono di accedere agli stessi attraverso dispositivi differenti o attraverso la combinazione degli stessi.
La nuova IPTV e di consenguenza i servizi on-demand diventeranno la televisione del futuro (n futuro a noi vicinissimo) in quanto permetteranno una maggiore fruizione dei contenuti che saranno sempre più modellati e personalizzati sulla base degli utenti. Questi ultimi non saranno più dei semplici spettatori passivi ma diventeranno parte attiva del processo “comunicativo”.
La crescita prevista è legata dunque a una duplice evoluzione/rinnovamento: da un lato le nuove tecnologie che diventano sempre più sofisticate ma al contempo sempre più semplici da utilizzare per gli utenti, dall’altro ai contenuti che vengono modellati sulla base delle tecnologie utilizzate e non più concepiti separatamente dal mezzo che li “ospita”.

 


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Smart TV: indagine sul pubblico

Le nuove tecnologie (smatphone, iPad, tablet, iPhone) hanno modificato le abitudini delle persone che si sono trovate in una società “always on”, perenne connessa alla rete e perennemente aggiornata su ciò che succede intorno. Una realtà potenziata anche dalla proliferazione dei social network che, oltre alla diffusione molto più immediata e più semplificata dell’informazione, hanno amplificato i rapporti sociali, “avvicinando” virtualmente le persone e facendo delle stesse il mezzo di comunicazione per eccellenza. Una sorta di ritorno al “passaparola” in chiave moderna.
Eppure, nonostante tutto, la televisione continua ad essere il mezzo preferito dagli utenti anche nell’era della rete. Ed è proprio la rete che, spostata sul televisore, che ne aumenta la sua importanza e il suo utilizzo. Infatti, non si hanno più semplici trasmissioni tv ma veri e propri programmi interattivi. video on demand e informazioni in tempo reale.

A sostenerlo è una recente indagine commissionata da Samsung Electronics Italia all’istituto di ricerca Nextplora e condotta su un campione di persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni di età. I dati rilevano che quasi metà della popolazione (42%) desidera accedere e navigare in rete e avere un‘esperienza di intrattenimento online su un grande schermo (66%).
Il 46% degli intervistati vorrebbe guardare in ogni momento e proprie serie tv o i propri film preferiti, mentre il 31% vorrebbe poter essere sempre informata su tutto ciò che accade nel mondo e ricevere gli aggiornamenti in tempo reale sul meteo e sul traffico.
Il 13% del campione ha anche manifestato il desiderio di poter chattare, aggiornare il proprio profilo nei social network e condividere contenuti personali con altre persone direttamente dallo schermo televisivo; possibilità che, secondo il 49% del totale,si potrebbe ottenere grazie alla disponibilità di un‘applicazione che permetta di collegarsi a Internet con facilità e a tutto schermo.
Inoltre, sempre dalla ricerca emerge una tendenza già comune a molti italiani: l’uso della tv per altre esperienze: visualizzazione di foto, video e contenuti musicali (38%), giocare (38%) e collegarsi a Internet (21%).
Dai dati si rileva dunque che circa il 50% degli intervistati vede nella SmartTV uno strumento utile e innovativo in quanto consentirebbe di fruire di più esperienze multimediali su un’unica piattaforma senza dover necessariamente avere collegati più apparecchi.
Un fenomeno sicuramente interessante, soprattutto per gli esperti in tecnologie e nuove piattaforme da sfruttare in ottica business, entertainment, marketing e advertising.


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Indagine Nielsen: investimenti in ADV

Fine anno lavorativo. E’ tempo di bilanci e di conti sugli investimenti. Nielsen fornisce i dati degli investimenti nel settore dell’advertising per l’anno 2010.

A maggio questi ultimi sono stati di un livello inferiore rispetto al 2010 anche se lo scenario che si prevede per l’anno prossimo è sicuramente migliore. Complessivamente nei primi 5 mesi del 2011 sono stati spesi oltre 3,8 miliardi con una contrazione rispetto allo stesso periodo del 2010 del -2,8%, soprattutto nei settori alimentari e tlc. Il settore di maggiore investimenti sono stati sicuramente Internet, le  piattaforme digitali (satellite e dtt) e l’hometv. Infatti, da un punto di vista monetario, tali tipi di investimenti superando i 230 milioni di euro e continuano a crescere a doppia cifra (+15,6%) rispetto al 2010. Positivi anche i dati relativi all’home tv che registra un aumento del +1,7%. Mentre calano quelli per la TV (considerando anche i marchi Sky e Fox) con un calo del -2,3%.


La cosa interessante è sicuramente il poter notare che, per tutto l’anno in corso gli investimenti sul web hanno sempre superato i mezzi tradizonali (perfino la televisione che fino a qualche anno fa è sempre stato considerato il mezzo di investimenti per eccellenza).
Inoltre, tali tipi di investimenti riguardano sempre più settori attenti alle nuove tecnologie e alla loro proposizione sul mercato: bene il settore automobili (+6,5%), media/editoria (+2,5%), cura persona (+11,0%) farmaceutici/sanitari (+11,9%) o cali molto più contenuti per abbigliamento (-0,3%) e distribuzione (-4,7%).


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Cinema e adv: investimenti importanti

Investire sul cinema, da parte degli inserzionisti pubblicitari, è l’ultimo interessante dato ricavato dalle indagini Nielsen che dimostrano quanto siano cresciuta la pubblicità sul grande schermo.
Dopo un lungo periodo di calma piatta, di sfiducia e di scarso interesse da parte del pubblico è soprattutto con l’avvento del 3D e con i miglioramenti nel campo della digitalizzazione che si è avuta una riscoperta di questo settore soprattutto perché ci si è resi conto che non tutti i film possono esser fruiti a casa, pena la perdita di qualità della pellicola.
Da questa riflessione importante si è avuto un incremento degli investimenti in pubblicità da parte di inserzionisti che hanno deciso di promuovere i loro prodotti e servizi attraverso un “mezzo vecchio” ma “rinnovato” in tutto. Infatti, dopo due anni di investimenti in calo nel 2010 il mezzo è tornato a crescere con all’incirca 62,5 milioni di euro d’investimento (+12%). Nel primo quadrimestre 2011 si è registrato una contrazione sugli investimenti, risultato però comune a tutti i principali mezzi di comunicazione ad eccezione di internet. Da sottolineare, il risultato positivo ottenuto nel singolo mese di aprile, in cui le aziende hanno aumentato gli investimenti sul mezzo cinema del +21,8% rispetto allo stesso mese del 2010 (dati ricavati da Key4Biz).
 
Il digitale e le nuove forme di proposizione di un messaggio hanno spinto le aziende cinematografiche a investire nel cinema, considerato come uno strumento interessante per raggiungere determinati tipi di target.
Le migliorie nel settore infatti, hanno favorito una crescita di fiducia da parte del pubblico che vede nel cinema un mezzo efficace e qualitativamente valido. Infatti, gli investimenti in pubblicità in questo settore stanno appunto a dimostrare l’interesse e l’attenzione che il grande schermo ha ottenuto da parte degli inserzionisti che sono sempre più orientati verso nuove forme di proposizione di prodotti.


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Investimenti in advertising

Gli investimenti pubblicitari del 2011 sono stati leggermente inferiori rispetto all’anno prossimo anche se si ipotizza un aumento degli stessi per l’anno prossimo. Nei primi 5 mesi del 2011 sono stati spesi oltre 3,8 miliardi con un calo del -2,8% rispetto all’anno è legato soprattutto grazie agli investimenti nel settore dell’online, delle piattaforme web e per quelle digitali.
 La cosa interessante è stato rilevare una crescita negli investimenti in advertising sia sui canali televisivi delle tv digitali sia su internet.
Nello specifico. internet ha superato i 230 milioni di euro, dati che continuano a crescere a doppia cifra (+15,6%) rispetto al 2010. Positivi anche i dati relativi all’out of home tv che registra un aumento del +1,7%.Il direct mail perde il -3,6% nei primi 5 mesi dell’anno ma nel mese di maggio il risultato è stato in linea con lo stesso mese del 2010.


La cosa interessante è tener conto di quanto i nuovi media incidano sugli investimenti e quanto alcuni settori decidano di  investire maggiormente sull’online rispetto ad altri.
Il calo si è avuto pincipalmente per il settore alimentari e telecomunicazioni (per entrambi -9,4%), mentre maggiori crescite si sono avute nei seguenti settori: automobili (+6,5%), media/editoria (+2,5%), cura persona (+11,0%) farmaceutici/sanitari (+11,9%).

 


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